mercoledì 12 giugno 2019Dalle 11:00Camillo Boito modernoPresentazione del libro

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Camillo Boito moderno
a cura di Sandro Scarrocchia
Mimesis Edizioni, Milano 2018

I numerosi contributi raccolti in questa pubblicazione originano dal convegno svoltosi nel 2014 in occasione del Centenario di interesse nazionale, all’Accademia di Brera e al Politecnico di Milano, il 3 e 4 dicembre, riconoscendo a Camillo Boito (1836-1914) la giusta collocazione nel Pantheon dei padri culturali della patria italiana post-unitaria e tra i fautori della nostra faticata e contraddittoria modernità.
Figura chiave di molte vicende della cultura italiana, letteraria e artistica nell’età dell’industrializzazione, Camillo Boito riveste un ruolo di statura europea: scrittore “minore ma grande”; architetto molto consapevole della modernità, ma strenuo difensore della tradizione e dell’aderenza della costruzione alla sua missione pratica; importante teorico del restauro e promotore della cultura di conservazione; pioniere dell’industria artistica e della valorizzazione delle maestrie che la producono, svolse una funzione di catalizzatore delle istanze culturali nazionali nel campo dell’architettura, del patrimonio storico e soprattutto della formazione e produzione artistica.
Figlio del pittore Silvestro Boito e allievo all’Accademia di Venezia di Pietro Selvatico, ancora ventiquattrenne andrà a ricoprire all’Accademia di Brera la cattedra di architettura e cinque anni dopo anche quella del neonato Istituto Tecnico Superiore, il futuro Politecnico.
Questo doppio magistero lo rende crocevia, storico e teorico, di vicende cruciali delle due istituzioni. La sua scuola – che annovera i maggiori protagonisti della edificazione della Milano industriale, tra i quali Gaetano Moretti, Luigi Broggi, Ernesto Pirovano, Luca Beltrami, Giuseppe Sommaruga – si pone come ponte tra lo storicismo rigoroso da lui propugnato e la continuità nella modernità rivendicata nel secondo dopoguerra da Ernesto Nathan Rogers. Non a caso nell’ambito di questa tendenza matureranno le prime rivalutazioni della sua figura tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta.
Come presidente dell’Accademia di Brera e direttore del Museo Poldi Pezzoli svolse in entrambe le istituzioni un ruolo innovatore, ponendo all’ordine del giorno la revisione dei loro organi collegiali e gestionali. Lavorò infine al progetto anticipatore di una Scuola di restauro, che segnala la raggiunta maturità della disciplina e la necessità della sua autonomizzazione istituzionale. Come restauratore
(Palazzo Franchetti a Venezia, Porta Ticinese a Milano e altare di Donatello nella Basilica del Santo di Padova) fu il promotore della prima “Carta del restauro” nel 1883, che riassume e sintetizza i criteri di un’impostazione originale, riconosciuta come importante riferimento della Carta di Venezia del 1964.
La sua opera di architettura ebbe carattere marcatamente civile (ospedale e cimitero di Gallarate, Casa di riposo per musicisti Giuseppe Verdi e scuole di Via Galvani a Milano), di matrice storicista ma non priva di originali spunti innovativi.
Nel campo delle arti applicate svolse una funzione fondatrice con la rivista “Arte Italiana Decorativa e Industriale”, vetrina insostituibile dell’industria artistica europea fin de siècle, accanto a organi più considerati come “Ver Sacrum” della Secessione viennese, lo “Jahrbuch” del Werkbund tedesco, le edizioni celebrate del movimento anglosassone Arts and Crafts e francese delle Arts décoratifs.
A Camillo Boito va riconosciuto di aver saputo trascendere nella sua prosa schietta e sapiente le difficoltà pratiche dell’arte, del progetto e del restauro, in uno sforzo teorico sempre legato al concreto, che riavvicina la sua opera di studioso allo scrittore di atmosfera, sensibile interprete dei valori ambientali della vicenda umana.

Programma

Saluti istituzionali
Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano
Livia Pomodoro, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera
Ilaria Valente, Preside della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle costruzioni
Giovanni Iovane, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera
Stefano della Torre, Direttore del Dip di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito
Stefano Pizzi, Responsabile Relazioni esterne dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Ne discutono con il curatore
Vittorio Gregotti, architetto e saggista
Valerie Magar, Istituto Nazionale di Antropologia e Storia, Messico — ICCROM
Giacomo Agosti, Accademia di Brera
Francesca Valli, Accademia di Brera
Giovanni Meda Riquier, Villa Vigoni

Organizzatore

Politecnico di Milano

Date e orari

mercoledì 12 giugno 2019
Dalle 11:00

Luogo

Politecnico di Milano, Aula Magna

Piazza Leonardo da Vinci, 32 - Milano

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