Da mercoledì 15 maggio 2019 a domenica 9 giugno 2019Dalle 15:00 alle 20:00Diseñando México. Architettura: Necessità e Libertà.

Mostre

Leggi tutto

Inaugurazione 15 maggio 2019, ore 19.00
Mosta a cura di Francesca Serrazanetti

Espongono dieci studi: Luis Aldrete, Atelier ARS, Macìas Peredo, Ambrosi Etchegaray, Manuel Cervantes, Fernanda Canales, MMX, Productora, Taller | Rocha + Carrillo e S-AR.

Con l’intenzione di superare una visione stereotipata dell’architettura messicana, e sullo sfondo di una cronologia che ripercorre l’architettura del paese dal 1900 al 2015, la mostra Diseñando México presenta dieci architetture realizzate negli anni Dieci del Duemila.
Accompagnandosi nei contenuti al numero monografico 897 della rivista “Casabella”, la mostra apre una finestra sulla varietà della cospicua produzione architettonica più recente, includendo progettisti che operano tra Città del Messico, Guadalajara e Monterrey.

Gli architetti messicani delle generazioni nate tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80 hanno creato una vera e propria comunità che condivide presupposti, obiettivi di ricerca, contesti di formazione, maestri, ambiti di sperimentazione. Le loro pratiche si incrociano in un clima collaborativo e in una ricerca comune che entra in relazione con la storia e con le condizioni fisiche e sociali del paese. Le preesistenze tangibili e intangibili della cultura messicana rivivono nelle opere di questi architetti, che dopo gli studi in Messico hanno conseguito specializzazioni in Europa e fatto le loro prime esperienze professionali presso studi di progettisti stranieri o locali di una generazione precedente, come Enrique Norten o Alberto Kalach.
In un paese dove la gran parte dei nuovi edifici nasce da committenza privata, sono qui incluse diverse tipologie: dai progetti infrastrutturali ai centri culturali, dalla residenza unifamiliare a quella collettiva, dagli interventi nel paesaggio a quelli di sviluppo sociale, tutti raccontano e affrontano temi per molti versi comuni.

Il rapporto tra costruito e ambiente, la relazione tra modernità e tradizione locale, la ricerca di un nuovo spazio pubblico, l’esplorazione della soglia tra privato e città, la chiusura sulla strada che lascia spazio alla scoperta dei paesaggi interni, gli spazi di transizione, la ricerca sui materiali e sulle tecniche artigianali sono alcuni dei comuni temi di indagine, con un’attenzione verso la storia che troviamo più riconoscibile nella realtà di Guadalajara, lì dove Barragan aveva avviato la sua ricerca di una nuova architettura capace di unire tradizione e contemporaneità.
L’eredità con cui si confronta la nuova architettura messicana, è estrema e contraddittoria da tanti punti di vista: paesaggistici, identitari, climatici, economici, sociali. I progetti che rappresentano questo caleidoscopico paesaggio contemporaneo riconoscono quei caratteri estremi, ma si posizionano nel punto di equilibrio, andando a comporre una nuova sfaccettata identità.

La relazione tra l’identità di una terra per molti aspetti estrema e la spinta verso l’internazionalismo che sembra avere segnato tutto il Novecento messicano si riconosce allora nel lavoro di un gruppo eterogeneo e compatto di giovani progettisti, di cui la mostra presenta una selezione rappresentativa. Con sensibilità verso le proprie radici e consapevolezza delle sfide affrontate e ancora da affrontare, il discorso architettonico del paese sta proseguendo, con attitudine del tutto contemporanea.

La mostra resterà aperta fino al 9 giugno 2019
Orario: martedì-domenica h 15-20

 

Organizzatore

Politecnico di Milano, Mantova Campus

Date e orari

Da mercoledì 15 maggio 2019 a domenica 9 giugno 2019
Dalle 15:00 alle 20:00

Luogo

San Cristoforo Urban Center

Via G. Romano, 1 - Mantova

Mappa

X